Se ti trovi in Campania e hai a disposizione qualche giorno di tempo ti consigliamo vivamente di fare un’escursione giornaliera agli scavi di Pompei ed Ercolano. Non va però dimenticata l’area archeologica di Torre Annunziata con il sito di Oplontis di assoluto interesse storico ed archeologico.

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Pompei, uno dei luoghi turistici più visitati in Italia

L’aria che si respira a Pompei è ricca di fascino, di stupore e di mistero. Non si può negare però che la sensazione più forte che si prova percorrendo le vie dell’antica città è un misto di bellezza e senso della tragedia al tempo stesso. Il sito archeologico di Pompei è aperto tutto l’anno ad esclusione dei soli giorni del 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre, con gli ingressi ammessi fino alle ore 18:00 da aprile ad ottobre e fino alle ore 15:30 da novembre a tutto marzo. Si tratta di un sito affascinante per le ville che si possono ammirare nella loro sontuosità, per gli splendidi mosaici perfettamente conservati dopo lo scrupoloso restauro, per gli affreschi e per le dimore a imperituro ricordo di quella che fu la grandezza Romana.

Distrutta nel 79 d.c. da una violenta eruzione del Vesuvio e dichiarata Patrimonio Unesco, Pompei è oggi uno dei luoghi turistici più visitati in Italia e un’escursione giornaliera è perfetta per scoprirne tutte le meraviglie che ancora conserva gelosamente a distanza di quasi 2000 anni!

Cosa vedere una volta arrivato nel sito archeologico di Pompei?

C’è fin troppo da ammirare in un solo giorno ma noi ti consigliamo di visitare L’Orto dei Fuggiaschi, un luogo in cui furono ritrovati numerosi corpi di persone che tentarono invano di trovare salvezza dalla furia della lava. Si respira qui il dramma di queste persone, adulti e bambini, i cui calchi in gesso hanno cristallizzato nel tempo i loro ultimi attimi di vita.

Il Lupanare: una delle mete più visitate a Pompei

Il Lupanare è invece il luogo in cui gli abitanti della Pompei antica sperimentavano i piaceri del sesso. Questa è una delle mete più visitate a Pompei perché è una testimonianza della vita quotidiana: la più importante casa di appuntamenti della città, arricchita da dipinti raffiguranti scene erotiche. Si differenzia dagli altri bordelli perché questo è l’unico ad essere situato in un edificio destinato esclusivamente a tale specifico uso. Normalmente, infatti, i bordelli si trovavano al di sopra delle locande, non erano costruzioni quindi con quella specifica destinazione d’uso. All’interno del Lupanare vi sono 5 stanze al piano terra e 5 al piano superiore, ognuna con un letto in muratura e ognuna con dipinti erotici sulle rispettive porte.

Tempio di Apollo

Il Tempio di Apollo è uno degli edifici più antichi della città e uno dei tanti luoghi di culto frequentati a quell’epoca, insieme al Tempio Dorico. E’ caratterizzato da 48 colonne in stile ionico che sorreggono un architrave decorato con figure mitologiche. All’interno del tempio vi è una statua bronzea che raffigura Apollo arciere, il cui originale è conservato al Museo Archeologico di Napoli. Salite le scale e arrivati al podio ci si trova di fronte ad altre 28 colonne di fattura corinzia e al centro la cella, nella quale doveva essere probabilmente posizionata una statua di Apollo.

Casa del Fauno

La Casa del Fauno è così chiamata per via della statua di satiro danzante presente nella vasca di raccolta delle acque pluviali. Tipica domus pompeiana, estremamente lussuosa, certamente una delle più fastose e grandi dell’intera Pompei. Al suo interno troviamo il famoso Mosaico di Alessandro che raffigura la battaglia fra Alessandro Magno e Dario III re di Persia, composto da oltre un milione e mezzo di tessere! Ha numerosi spazi ampi e tantissimi peristili che dimostrano la volontà del proprietario di casa di ostentare la sua ricchezza. Si estende su una superficie di quasi 3.000 metri quadri con due giardini, affreschi e bellissimi mosaici posizionati sui pavimenti.

Villa dei Misteri

La Villa dei Misteri è da ammirare principalmente per l’altissima capacità artistica espressa nelle pitture di questa stupenda domus. Gli affreschi a grandezza naturale nella Sala Del Triclinio lasciano estasiati per la loro bellezza, denotando una capacità artistica che solamente una persona estremamente facoltosa poteva permettersi. Varie ipotesi aleggiano sul proprietario della domus: data la sua fastosità si pensa potesse essere addirittura Livia, la moglie dell’imperatore Augusto. Se così fosse, considerato che Livia morì nel 23 d.c., questi affreschi avrebbero giusto 2.000 anni. Gli affreschi si suddividono in nove scene principali che raffigurano lo sposalizio di una giovane fanciulla oppure, come alcuni studiosi sostengono, l’iniziazione di una donna ai riti misterici di Dioniso. Potrebbe anche trattarsi della raffigurazione dello sposalizio di una giovane sacerdotessa con Dioniso stesso. Quel che è certo è che le pitture lasciano d’incanto per l’espressività dei visi e per l’accuratezza dei particolari mentre il rosso pompeiano dello sfondo rapisce l’attenzione dell’osservatore. Un consiglio: sono da ammirare nel silenzio e in un momento di massima concentrazione! Fallo magari quando sei solo, lasciandoti rapire dal mistero di quelle immagini che hanno sfidato il tempo.

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Ercolano: la città sepolta sotto l’eruzione del Vesuvio

Ercolano, anch’essa dichiarata Patrimonio Unesco, fu una fiorente città che verso la fine della Repubblica Romana godette di un periodo di fasti e di splendore. Ad Ercolano numerose famiglie patrizie costruirono ville e splendide domus ove trascorrere i loro ozi, fino al giorno i cui l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. pose fine alla sua storia secolare. A differenza di Pompei, qui l’intera città fu seppellita sotto 18 metri di materiale piroclastico che ne ha conservato addirittura i materiali organici come legno, stoffe, papiri e cibi. In sostanza la lava ci ha restituito la città nella sua interezza, conservandola praticamente intatta per quasi 2.000 anni. Addirittura ci è pervenuta integra una biblioteca antica, unica al mondo! Proprio perché rimasta sepolta, non se ne ebbe più notizia fino al 1709 quando lo scavo di un pozzo riportò casualmente alla luce alcune statue antiche. Solo nel 1738 gli scavi ripresero grazie a Carlo III di Borbone, continuando fra continue interruzioni fino al 1927. Da quell’anno in poi sono stati condotti con un metodo più sistematico e continuativo, riportando alla luce importanti pezzi di storia ercolanese come le Terme Suburbane, il Tempio di Venere, la Villa dei Papiri e il porto greco.

Oggi possiamo ammirare la Villa dei Papiri che, con i suoi 1800 papiri perfettamente conservati presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, possiamo a ragione dire che è la prima biblioteca del mondo antico a giungere fino a noi perfettamente conservata. Come sono perfettamente conservati tutti gli edifici e i secondi piani delle abitazioni, cosa che non è invece avvenuta a Pompei. Proprio perché arrivati a noi praticamente intatti, possiamo passeggiare lungo le vie di Ercolano provando l’emozione di trovarci in una città dell’antica Roma! Nel padiglione della barca è possibile osservare l’unica imbarcazione che ci è pervenuta dall’antico porto cittadino e che non riuscì a prendere il largo. Numerosi sono i corpi ritrovati in questa imbarcazione, intrappolati dalla lava a causa probabilmente di una falla che le impedì di prendere il largo. Sappiamo che gran parte della popolazione riuscì a mettersi in salvo via mare, soprattutto i ricchi patrizi. I corpi carbonizzati che sono giunti fino a noi appartengono per lo più ai poveri e agli schiavi che si ammassarono negli edifici in prossimità del porto antico. Nelle vicinanze di questi edifici sono stati anche ritrovati oggetti di uso comune e monete, perfettamente conservati.

Da ammirare lungo le strade cittadine sono le botteghe artigiane nelle quali si possono ancora vedere gli strumenti e gli utensili da lavoro tutti perfettamente conservati. Fra gli edifici e i luoghi da visitare assolutamente ad Ercolano ci sono anche la Casa di Nettuno e Anfitrite, la Casa dei Due Atri, le Terme degli Uomini, le Terme delle Donne, la Casa dell’Atrio del Mosaico, la Casa del Grande Portale, Le Fornaci, la Grande Taverna. Il sito archeologico è visitabile tutto l’anno ad esclusione del 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre ma ti consiglio di visitare gli scavi di Ercolano a primavera inoltrata e nei primissimi mesi autunnali, per evitare il caldo afoso dei mesi estivi.

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Torre Annunziata: gli scavi di Oplontis

Anche nell’attuale città di Torre Annunziata possiamo trovare testimonianza di un altro insediamento Romano, chiamato Oplontis. Pure Oplontis subì lo stesso destino di Pompei ed Ercolano a causa dell’eruzione vulcanica del 79 d.c.

Troviamo traccia di questo insediamento in un’antica mappa riportante le strade dell’Impero Romano, ove appunto Oplontis indicava un centro posto tra Pompei ed Ercolano. Con tutta probabilità questo insediamento Romano rappresentava una zona suburbana della stessa Pompei. Tra i principali ritrovamenti si segnala la Villa A, la cosiddetta Villa di Poppea, nella quale sono stati rinvenuti numerosi corpi di persone cui l’eruzione non diede scampo, insieme ad un grandissimo quantitativo di monete in oro e argento oltre che suppellettili ed oggetti preziosi di pregevolissima fattura. Dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, vista la grandezza e la fastosità della villa per i suoi mosaici e i suoi pavimenti, si ritiene che questa potesse appartenere a Poppaea Sabina, moglie di Nerone. Quasi certamente al momento dell’eruzione del Vesuvio la villa era disabitata probabilmente perché in via di restauro.

Da visitare anche un’antica struttura termale posta nelle vicinanze delle attuali Terme Nunziante e la Villa B di Lucio Crassio Terzio, con una serie di altri piccoli edifici e costruzioni nelle vicinanze.

Per un’escursione giornaliera presso gli scavi archeologici di Pompei, Ercolano e Torre del Greco ti consiglio di rivolgerti all’agenzia di Viaggi Mazzone. Mediante l’utilizzo di moderni pullman e minibus organizza mini tour guidati in questi siti dove arte e storia si sono fusi indissolubilmente a testimonianza di un passato glorioso.

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