La Campania è una regione ricchissima di storia, tradizione, bellezza, cultura. Un museo a cielo aperto, un parco naturale tutto da scoprire e da visitare, con bellezze mozzafiato, vedute che lasciano estasiati e scorci che solo qui si possono ammirare. Sono moltissime le escursioni turistiche da fare, oggi ti proponiamo quelle a cui secondo noi non puoi assolutamente rinunciare se vieni in Campania, per godere appieno delle meraviglie che offre questa regione.

Cosa vedere a Napoli

Napoli è conosciuta anche come “la città di Pulcinella”, forse una delle città che più si caratterizzano per le sue tradizioni antichissime, i suoi abitanti, i colori, la cucina, la vista indimenticabile sul Vesuvio. Un’escursione affascinante fra i vicoli più pittoreschi e quel folklore che l’ha resa celebre nel mondo. Da ammirare l’imponente Piazza del Plebiscito, ove si può visitare sia il Palazzo Reale costruito a partire dal ‘600 e dimora dei vicerè, sia la Basilica di San Francesco Di Paola in stile neoclassico. Nella Piazza ci sono due grandi statue realizzate dal Canova e raffiguranti Carlo III di Borbone e suo figlio. Proprio lì vicino potrai vedere gli esterni del Teatro San Carlo, uno dei più celebri e antichi teatri del mondo. Da vedere la Galleria Umberto I ma anche il Duomo di Napoli, una basilica monumentale in stile gotico e neogotico, nella quale tre volte l’anno si può assistere allo scioglimento del sangue di San Gennaro. Se sei a Napoli non puoi non percorrere la famosa Spaccanapoli, ovvero il Decumano inferiore, la strada che sembra dividere in due la città e che dai Quartieri Spagnoli arriva fino al quartiere di Forcella. E’ una strada ricca di folklore e di storia, nella quale si trovano botteghe artigiane antichissime e negozi pittoreschi.

napoli-min-1.jpg

Perché dovresti visitare la Reggia di Caserta?

La Reggia di Caserta, dichiarata dall’Unesco nel 1997 patrimonio dell’umanità, è stata la dimora dei Borbone. E’ uno degli esempi più belli di barocco italiano, fu costruita dall’architetto Luigi Vanvitelli e tenacemente voluta da Carlo III di Borbone proprio in quel territorio. Caserta, infatti, essendo all’interno era meglio difendibile rispetto ad una città come Napoli molto più soggetta ad attacchi provenienti dal mare. E poi Carlo di Borbone era innamorato delle campagne del casertano e delle sue vedute, pertanto volle per se e per i suoi cortigiani una dimora di tale sfarzosità che potesse reggere il confronto con quella dei reali di Francia a Versailles. Rimarrai senza fiato nell’ammirare la bellezza dei 120 ettari di parco che si allungano per circa 3 chilometri, nei quali potrai vedere l’alternarsi di statue, laghetti, fontane e cascate d’acqua. Giardini all’inglese e all’italiana, con vialetti, aiuole, piante esotiche e siepi tagliate geometricamente che culminano col colpo d’occhio della Grande Cascata. La Reggia è strutturata con quattro monumentali cortili, mentre l’interno colpisce il visitatore per la sua sfarzosità, fatta di marmi, stucchi, affreschi e sculture tipiche del ‘700. La Reggia, del resto, doveva essere la sintesi fra la Reggia di Versailles e il Palazzo dell’Escorial a Madrid. Con le sue 1.200 stanze e le 34 scalinate, occupa una superficie di circa 45.000 metri quadri. Da vedere assolutamente gli appartamenti reali e la sala del trono, nella quale il re riceveva gli ospiti e teneva le udienze. Tipicamente settecentesca e scenografica è la grande scala reale che collega il vestibolo inferiore a quello superiore. La Cappella Palatina, interamente progettata dal Vanvitelli fin nei minimi dettagli, evidenzia chiaramente le similitudini con quella di Versailles in Francia.

Reggia-di-Caserta-min.jpg

Escursioni turistiche nell’isola di Capri

Che dire di Capri? Isola celebrata fin dall’antichità da illustri poeti, conosciuta ed apprezzata dai Romani per le sue bellezze e le sue terme, visitata ogni anno da migliaia di turisti rapiti dai suoi scorci unici al mondo e dalle vedute mozzafiato. Si può visitare in minibus facendo la prima tappa alla Villa San Michele, celebre per le tombe romane, le sculture che risalgono a oltre duemila anni fa, opere d’arte di incommensurabile valore e pavimenti in marmo policromo. Da qui si può godere di una vista fantastica, ti perderai nei colori e nei profumi del giardino esterno in cui ci sono cipressi e fiori esotici di rara bellezza. Sempre in minibus si raggiungono i Giardini di Augusto da dove si scorgono i famosi Faraglioni e Marina Piccola, in un ambiente naturale in cui sembra che il tempo si sia fermato. Non si può non andare poi ad Anacapri, in posizione più elevata, molto più tranquilla e silenziosa di Capri, caratterizzata dai suoi negozietti e dall’aspetto selvaggio e roccioso. Naturalmente, se si visita l’isola di Capri non ci si può dimenticare della Grotta Azzurra, famosa per il colore azzurro intenso delle sue acque.

capri-min.jpg

Pompei e il Vesuvio

Altra escursione da fare sempre in minibus o in pullman in Campania è quella a Pompei e poi sul Vesuvio. Pompei è la celeberrima città che nel 79 d.c. venne colpita da un’eruzione del Vesuvio. In quell’anno la città subì letteralmente la pioggia di lapilli, ceneri e fu avvolta dalla lava che cristallizzò la vita dell’epoca. Tutto questo permise di conservare nel tempo ogni cosa e di far giungere fino ai giorni nostri le vie, le case, le dimore e i luoghi di quell’epoca lontana, come se il tempo si fosse fermato al giorno dell’eruzione. Pompei è un luogo unico al mondo, perché possiamo vedere come si svolgeva la vita in una città dell’antica Roma. Possiamo apprezzarne l’urbanistica, l’architettura degli edifici, osservare le case del popolo e le ville patrizie splendidamente ornate da mosaici e pitture. A Pompei l’orologio si è fermato!  Da Pompei si può facilmente raggiungere in minibus il Vesuvio: arrivati ad una quota di 1.000 metri, si prosegue poi a piedi per andare a visitare il cratere principale e dal quale si gode di una fantastica vista del Golfo di Napoli.

pompei-min.jpg

Gli scavi di Ercolano e Paestum

Anche la città di Ercolano è stata inserita nel 1997 nei siti del patrimonio Unesco ed è grazie ai Borboni che nel ‘700 tornò alla luce. Fu colpita dalla famosa eruzione del Vesuvio nel 79 d.c. come Pompei, anche qui tutto sembra essersi fermato al giorno drammatico dell’eruzione. A differenza di Pompei, però, Ercolano era un centro molto più piccolo, sembra che si estendesse su una superficie non superiore ai 20 ettari, di cui oggi ne sono visitabili circa 4. L’eruzione la ricoprì interamente e ben 23 furono i metri di lava che la seppellirono. Vi è un teatro antico, un complesso termale, una basilica, una palestra e poi le case, alcune delle quali si affacciavano sul mare. Possiamo osservare le vie, l’urbanistica, i reperti e le pitture degli edifici. Ha fatto notizia nel 1980 il ritrovamento di alcune centinaia di persone, uccise dall’eruzione, in alcuni edifici non lontani dal mare e nei quali avevano cercato riparo. Sono state ritrovate nei loro pressi monete, oggetti sacri e amuleti che avevano cercato di portare con se e di salvare dalla furia del vulcano.

Paestum, invece, è stata una importante colonia greca sulla costa tirrenica. Fu fondata intorno al 600 a.c. da coloni greci che la chiamarono Poseidonia in onore di Poseidone dio del mare.  Subì prima la conquista dei Lucani e poi dei Romani che le diedero il nome di Paestum. Devi visitare i tre templi dorici perfettamente conservati e dedicati ad Hera, Poseidone e Cerere. Quello di Hera divenne uno dei luoghi di culto più visitati prima che la fine dell’impero Romano segnasse anche la decadenza della città stessa. Infatti, anche a causa della malaria, verso il 500 d.c. gli abitanti cominciarono ad abbandonare la città che venne riportata alla luce solo nel 1762.

Ercolano-min.jpg

Alla scoperta della Costiera Amalfitana: Amalfi, Sorrento e Ravello

Amalfi è certamente uno dei centri della Costiera Amalfitana più belli ed incantevoli. Grazie al clima mite e alle caratteristiche casette bianche, è una delle mete preferite in Campania dai turisti provenienti da tutto il mondo. Fondata dai Romani, fu una delle repubbliche marinare che insieme a Genova, Venezia e Pisa si contese il controllo sul Mar Mediterraneo. Rimarrai affascinato dai suoi colori, dalle sue scalinate, dai balconi, dalle piazzette e dai vicoli in cui passeggiare e in cui perdersi senza fretta.  Potrai visitare il Duomo di Amalfi dedicato a Sant’Andrea, patrono della città, in stile arabo-siciliano e caratteristico per la sua lunga scalinata in pietra. Da vedere sono anche gli arsenali e il museo della carta ma, per vivere appieno Amalfi, bisogna immergersi nel suo mare e partecipare ad una delle numerose escursioni in barca proposte in loco.  Se sei un appassionato di trekking ti suggerisco anche di percorrere i sentieri che offrono viste mozzafiato sul mare.

Sorrento è celebre invece per aver dato i natali a Torquato Tasso ma anche per la sua architettura influenzata nel corso dei secoli dal passaggio dei greci, dei romani, dei normanni. Da visitare certamente il chiostro del 1300 ma anche la Villa Comunale dalla quale si può godere di una splendida vista sulla costiera sorrentina e sul Vesuvio che fa da sfondo. Proseguendo dalla Villa Comunale si può raggiungere a piedi Marina Grande con tantissimi ristoranti tipici in riva al mare e in cui si possono mangiare eccellenti piatti a base di pesce.

Ravello poi è una vera e propria perla della Costiera Amalfitana, grazie ai suoi belvedere che offrono vedute di assoluta bellezza. Ravello con il suo borgo antico e i suoi paesaggi è una delle mete turistiche che devi assolutamente visitare durante un minitour della Costiera. Ha delle terrazze e dei panorami naturali da togliere il fiato, pochi luoghi al mondo affascinano il turista in maniera così possente!

Amalfi-min.jpg

L’isola di Procida

E’ una piccola isola che nei mesi estivi, seppur frequentata dai turisti, rimane comunque molto più tranquilla rispetto ad Ischia e a Capri, custodendo gelosamente un’identità più riservata di quella delle due isole vicine. Ciò che la caratterizza maggiormente sono le case variopinte che si affacciano sul porticciolo: verdi, gialle, rosse, blu, arancioni. E’ un tripudio di colori che il viaggiatore che arriva per nave già può scorgere da lontano e che rallegra il cuore e la vista. Se vai a Procida devi visitare la Corricella, il piccolo borgo di pescatori dalle case coloratissime e nel quale Massimo Troisi girò alcune scene del suo ultimo capolavoro, “Il Postino”. Ma la bellezza di Procida è nelle cose semplici, nel mare cristallino, nel piccolo borgo, nelle viuzze strette, nelle barche di pescatori e nei profumi di limone. Arrivato a Marina Grande rimarrai affascinato dalle case dai mille colori, dominate dall’imponenza del Palazzo Montefusco. Poco distante si apre via Roma, bellissima con tutti i suoi negozietti perfetti per lo shopping e con le tante botteghe artigiane. Più all’interno si trovano Terra Murata e il Palazzo D’Avalos, eretti nel ‘500 per difendersi dai frequenti attacchi dei saraceni. Qui ci troviamo nel nucleo storico di Procida, con viuzze strettissime e case costruite quasi una sull’altra, per renderne difficile l’accesso. Da qui si ha una vista magnifica sull’intero Golfo di Napoli. A Procida meritano una visita anche i casali, come il Casale Vascello, costruzioni caratteristiche per la mancanza quasi totale di aperture verso l’esterno ma con splendide coorti interne. Dal mare si vede poi il piccolo isolotto di Vivara, dichiarato nel 2007 Riserva Marina e che ospita un’importante colonia di delfini. E poi il mare: un tuffo nelle acque cristalline, un giro in barca alla scoperta della Baia di Chiaiolella e del Faro, renderanno ancora più emozionante la tua visita in questa piccola ma indimenticabile isola.

procida-min.jpg

I Campi Flegrei

I Campi Flegrei si estendono fra i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida. Non sono definiti in maniera rigida dal punto di vista geografico ma certamente testimoniano come l’archeologia in Campania possa fondersi con la natura aspra e selvaggia in maniera indissolubile. E’ un territorio dall’aspetto a volte lunare con le sue fumarole, ma di un fascino misterioso e magnetico, che unisce la bellezza del mare all’inquietudine dei vulcani. I popoli antichi lo chiamarono per queste sue peculiarità “campi ardenti” e i Romani sfruttarono le sue caratteristiche per ricavarne terme e luoghi di ozio e di riposo. Vi costruirono splendide ville, acquedotti ed edifici di rara bellezza. Dovrai assolutamente visitare la Solfatara con le sue emissioni sulfuree, l’Anfiteatro Flavio che per grandezza è inferiore solo al Colosseo e all’anfiteatro di Capua, l’antro della sibilla a Cuma, ove si narra che l’oracolo enunciasse le sue profezie. Non dimentichiamo Baia, nella quale possiamo ammirare la splendida cupola romana che per grandezza è seconda solo a quella del Pantheon a Roma. Il Lago Averno originatosi da un cratere vulcanico spento oltre 4.000 anni fa, sempre secondo le antiche tradizioni, era considerato il luogo d’ingresso degli inferi e territorio sacro e avvolto dal mistero.

campi-flegrei-min.jpg

Benevento, la città delle streghe

Benevento è considerata la città delle streghe ma anche un vero museo a cielo aperto, con i suoi reperti di origine sannita, romana e poi longobarda. Ricca di chiese e di storia, da quella Romana a quella medioevale, offre un territorio circostante altrettanto interessante e, perché no, famoso per le sue specialità culinarie. Viene considerata la città delle streghe perché si narra che le donne praticavano riti magici di origine longobarda intorno ad un antico albero di noce lungo il fiume Sabato. Oggi è meraviglioso perdersi nelle viuzze del suo centro storico, girovagare nei pressi dell’antico Conservatorio, osservare con stupore ed ammirazione la bellezza dell’Arco di Traiano con le sue decorazioni perfettamente conservate. Costruito fra il 115 e il 117 d.c. L’Arco di Traiano inaugurò l’apertura della Via Traiana che collegava molto più agevolmente Benevento a Brindisi, rispetto alla via Appia. Tappa obbligata a Benevento è anche l’imponente e ben conservato Teatro Romano, che poteva ospitare fino a 15.000 spettatori e celebre nell’antica Roma per la sua eccezionale qualità acustica. La Chiesa di Santa Sofia, voluta da Arechi II, è anch’essa patrimonio Unesco, fu portata a termine nell’anno 762 ed è un’importante testimonianza dell’architettura longobarda. Sul retro della Chiesa è posto il Chiostro di Santa Sofia e annessa vi è l’abbazia, oggi sede del Museo del Sannio. La Rocca dei Rettori, possente costruzione medioevale, è la degna sintesi della storia di Benevento, rappresentando la fusione in perfetta armonia dello spirito sannita, romano e longobardo.  Una breve visita merita anche l’Hortus Conclusus ricavato all’interno dell’orto del Convento di San Domenico. Contiene opere simboliche ed enigmatiche come il cavallo con una maschera d’oro sul muso, una fontana costituita da un personaggio dalle lunghissime braccia, un enorme disco al centro dell’orto.

benevento-min.jpg

WhatsApp
Translate »