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Cosa vedere a Caserta

reggia di Caserta - fontane

Caserta è stata gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e la città moderna non è particolarmente interessante. Tuttavia, ci sono diverse cose davvero splendide da vedere. Oltre a quelle di cui stiamo per parlare, si consiglia una visita al Complesso di Sant’Agostino del XV secolo, che comprende un convento, una chiesa e un chiostro, e poi ci sono diversi musei. C’è un Museo d’Arte Contemporanea, un Museo delle Tradizioni e il museo recentemente inaugurato de Le Muse. Ispirandosi al museo delle cere di Madame Trussaud a Londra, questo museo offre uno sguardo interessante alla storia locale, presentandone i protagonisti principali in costumi e ambienti autentici. Il complesso museale si trova in Largo San Sebastiano, fuori da Via Mazzini, ed è aperto in estate dalle 9:30 alle 19:30, in inverno dalle 10:00 alle 18:00.

Dopo aver visitato la Reggia di Caserta spostatevi verso Piazza Carlo III prima di dirigervi verso la principale Cattedrale della città, dedicata a San Michele Arcangelo che fu completata nel XIX secolo. Situata alla fine di una scalinata, ha tre navate e diversi notevoli affreschi da ammirare, oltre ad alcuni bei dipinti del XVI secolo.

Caserta tra arte e cultura: i luoghi da visitare

Anche se la città ha una struttura urbana moderna, si possono comunque visitare alcune interessanti piazze, come Piazza Dante, Piazza del Mercato e Piazza Vanvitelli, così come è possibile ammirare statue di pregevole fattura. Fra i musei, quello di Arte Contemporanea merita una visita.

La Reggia di Caserta

Uno dei palazzi reali più belli del mondo, la Reggia è un capolavoro di architettura armoniosa e di arti decorative. Se provate una sorta di déjà vu durante la vostra visita, potrebbe essere perché la Reggia è stata usata come location per Star Wars: episodio I La minaccia fantasma!

Quando il re Carlo III Borbone decise di lasciare Napoli, che considerava troppo esposta agli attacchi dal mare, chiese al suo architetto Luigi Vanvitelli di costruirgli un palazzo che potesse rivaleggiare con le corti di Parigi, Londra e Madrid. Vanvitelli dedicò gli ultimi 20 anni della sua vita alla costruzione, per la quale utilizzò i migliori materiali e la migliore mano d’opera disponibile all’epoca. La Reggia fu terminata un anno dopo la morte dell’architetto nel 1774, ma il suo interno non fu completato fino al 1847. Il grandioso palazzo misura oltre 45.000 metri quadrati, ed è diviso in quattro ali, ognuna delle quali circonda un cortile separato.

Visite guidate condotte da storici dell’arte e della durata di circa 90 minuti sono offerte nei fine settimana e nei giorni festivi in inverno e tutti i giorni in estate, con prenotazione obbligatoria. Nelle notti dei fine settimana estivi le stanze reali spesso si aprono ai visitatori per far scoprire loro il palazzo, i suoi famosi giardini e i re che lo abitarono. Questi tour sono guidati da storici dell’arte e accompagnati da effetti di luce e musica del XVIII secolo, ma vanno prenotati con largo anticipo.

Il giro dei giardini in carrozza è relativamente breve, ma molto romantico. Non aspettatevi che vi porti però fino in cima, perché la salita è troppo ripida per i cavalli: ad un certo punto le carrozze fanno un’inversione a U vicino alla Fontana di Eolo.

Una visita al palazzo, e ancor più al parco, implica una lunga camminata. Esiste un servizio di bus navetta fra il palazzo e l’ingresso ai Giardini Inglesi, per usufruirne basta pagare e prenotarsi in biglietteria.

Troverete una caffetteria all’interno della Reggia, alla fine della galleria principale appena prima dell’uscita verso i giardini; è aperta durante tutti gli orari di visita. In estate, troverete anche uno snack bar all’ingresso dei Giardini Inglesi.

Casertavecchia

Affacciato sulla moderna Caserta, questo borgo medievale è uno dei meglio conservati d’Italia. È la città originale di Caserta, abbandonata quando il re Carlo III Borbone costruì il palazzo reale nella valle sottostante e assoldò gran parte della popolazione locale al suo servizio. Dominato da un castello ora in rovina, il villaggio è costruito intorno alla cattedrale, Piazza Vescovado, un bell’esempio di stile architettonico arabo-normanno. Dedicata a San Michele, fu costruita dai Normanni nel XII secolo utilizzando elementi paleocristiani e materiale proveniente da un vicino tempio di Giove. La chiesa è costruita in pietra di tufo, come il resto della città, con delicati dettagli in marmo bianco: i tre portali, le cornici delle finestre, le colonne decorative e una serie di sculture zoomorfe. La cupola è coperta da un bel tiburio, cioè da torre coperta, dove l’influenza araba è ben visibile. La struttura ottagonale ha disegni geometrici in tufo giallo e grigio alternati, con un intreccio ornato di archi sostenuti da colonnine bianche. All’interno si può ammirare l’altare adornato da un mosaico e la fonte battesimale del IV secolo. La bella facciata è completata da un campanile del XIII secolo, sotto il quale passa la strada principale della città; è sormontato da un tetto ottagonale e decorato in modo simile alla cattedrale.

Dietro il Duomo, sulla strada principale, si trova la Chiesetta dell’Annunziata, una chiesa gotica costruita alla fine del XIII secolo; il portico è stato aggiunto nel XVIII secolo, ma dietro si può ammirare la facciata originale con il bel portale di marmo. Più lontano c’è il castello normanno dell’XI secolo; la maggior parte della sua struttura originale costituita un nucleo centrale con sei torri è in rovina, ma rimane la potente torre principale. Prendetevi del tempo per passeggiare per le strette strade medievali del borgo, ammirando la pavimentazione originale e i dettagli decorativi medievali ben conservati degli edifici e degli archi di pietra. Non sorprende che il borgo sia una delle mete preferite per trascorrere le serate estive, grazie al cibo, al panorama e all’atmosfera. Il periodo migliore per visitare Casertavecchia è tra la fine di agosto e l’inizio di settembre durante la suggestiva manifestazione teatrale e musicale del “Settembre al Borgo“: artisti nazionali e internazionali arrivano da ogni dove per esibirsi e deliziare orecchie e occhi di migliaia di spettatori!

San Leucio

Questa collina a nord-ovest del Palazzo Reale è il luogo nel quale il re Ferdinando IV aveva la sua riserva di caccia e dove creò una colonia autosufficiente per condurre un esperimento sociale. Per rendere la colonia economicamente indipendente, il re stabilì un allevamento di bachi da seta e una fabbrica di tessitura. Seguendo alcuni principi che sono abbastanza radicali anche per gli standard odierni, Ferdinando e il suo ministro liberale Bernardo Tanucci dotarono la colonia di leggi e di organizzazione completamente innovative. L’istruzione era obbligatoria e gratuita dai 6 anni in su, e solo chi era abile nel proprio lavoro poteva sposarsi e avere figli. Non c’era distinzione di sesso, e ogni fabbricante doveva contribuire con una parte dei suoi guadagni alla cassa comune per le persone che non potevano lavorare a causa della salute o della vecchiaia. La fabbrica divenne famosa per i suoi tessuti preziosi, esportando i suoi prodotti in lungo e in largo per tutta Europa. Oggi opera privatamente, sotto l’insegna dello Stabilimento Serico De Negri, in cui esperti artigiani mantengono viva la tradizione tessendo damaschi, broccati e altri tessuti pregiati.

Aprendosi su Piazza della Seta, la colonia originale è molto scenografica, con file ordinate di case che offrono belle vedute sulla Reggia e sui dintorni. La piccola chiesa è di epoca precedente al borgo ed è probabilmente di origine longobarda. La strada che porta verso sinistra da sotto la scalinata dell’originario setificio su Piazza della Seta si inerpica fino alla Palazzina di Caccia dei principi Aquaviva, gli originari proprietari della tenuta. Vicino si trova la Vaccheria, le stalle dove Ferdinando stabilì la prima attività di tessitura della colonia prima di costruire il borgo.